Coordinate 44°40′39.62″N 11°02′34.83″E,  altitudine 20 m s.l.m., superficie 55,32 km², abitanti 15.921

I Palazzi e le piazze

Palazzo Salimbeni

La sede del Comune di Nonantola, in attesa di restauri in seguito al sisma del 2012, si trova dal 1898 nel Palazzo Salimbeni. L’edificio è composto da uno stabile appartenuto al monastero nonantolano e da una parte di fabbricato di costruzione ottocentesca che si affaccia su via Marconi. Il generale napoleonico Leonardo Salimbeni nel 1799 acquistò dalla Repubblica Cisalpina alcuni beni espropriati all’abbazia e al seminario nonantolano a causa della soppressione degli ordini religiosi.

Il conte Leonardo Salimbeni acquistò “il convento de’ già monaci cistercensi, con orto irrigabile, due cortili, il corridoio presso la chiesa ed altri fabbricati e comodi annessi, situati in Nonantola e una parte del soppresso seminario” oltre ad altri numerosi possedimenti nel circondario.

La famiglia Salimbeni entrò in possesso di una parte considerevole dei beni abbaziali, compreso l’antico refettorio del monastero nonantolano, a quel tempo trasformato in granaio dove, nel 1983, fu scoperto un importante ciclo di affreschi di epoca romanica, databile all’XI - XII secolo (SALA DEGLI AFFRESCHI).

visit nonantola centro 00005Palazzo Salimbeni a inizio '900

Per rendere gli edifici utilizzabili a fini abitativi fu necessario eseguire numerosi lavori edilizi, resi indispensabili anche a causa del notevole stato di degrado in cui versava il complesso: venne abbattuto il lato orientale dell’antico chiostro, si prolungò l’edificio verso est, concludendolo con un’ala perpendicolare destinata a servizi e fu aggiunto un corpo di fabbrica a tre piani sul lato allineato al seminario, con ambienti di rappresentanza. L’assetto esterno del palazzo, anche se oggetto di successivi restauri, è rimasto sostanzialmente invariato fino ad oggi.

La torretta quadrata sul tetto del palazzo ospita l’acetaia del Comune di Nonantola (non aperta al pubblico). All’interno del GIARDINO COMUNALE PERLA VERDE è presente un percorso in cui sono collocate alcune interessanti sculture.

visit nonantola centro 00012Il giardino comunale Perla Verde negli anni ’50. Il nome del giardino deriva dal palco costituito da una conchiglia in mattoni dipinta costruito nel dopoguerra

INFO

Via Marconi, 11, Nonantola

Interno non visitabile

Villa Emma

Bellissima villa di campagna dalle linee neoclassiche alle porte di Nonantola, villa Emma fu costruita dall’architetto modenese Vincenzo Maestri tra il 1890 e il 1898, su commissione di Carlo Sacerdoti per la moglie Emma Coën.

Il prospetto della villa rivolto ad est è composto da tre corpi di fabbrica affiancati di cui due laterali e uno centrale diviso in due ordini da una cornice orizzontale interrotta da loggiati e terrazzi; questo lato della villa un tempo si affacciava su un laghetto ed un bellissimo giardino. Nel prospetto nord è presente una loggia a tre archi con pilastri ottagonali che culminano in capitelli decorati che reggono un balconcino, il lato sud

presenta un portico ed una grande terrazza e sul lato ovest si apre un cortile interno racchiuso da una cancellata.

Le finestre sono sormontate da un arco a sesto acuto: quelle del piano terra hanno un archivolto sormontato da un fregio non decorato e concluso con una cornice lineare, quelle del secondo piano hanno una cornice con volute e fregio ornato con cerchi concentrici e rose. All’interno della villa si possono ancora ammirare lo scalone principale con una bella balaustra in ghisa in origine trattata a finto oro e i soffitti a volta affrescati con decorazioni floreali, nature morte, animali e figure allegoriche.

Villa Emma, dopo lunghi anni di decadenza e abbandono, è stata restaurata negli anni ‘90; viene oggi utilizzata per meeting e incontri di lavoro, matrimoni, feste e cerimonie; nel sottotetto sono conservate le botti di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena della Famiglia Leonardi Giacobazzi.

visit nonantola centro 00022La villa negli anni '40

visit nonantola centro 00020visit nonantola centro 00021

INFO

Villa Emma, Via Giuseppe Di Vittorio n° 31, 41015 Nonantola (Mo)

orario: interno della villa non visitabile

La villa è stata resa celebre da una vicenda legata alla Seconda Guerra Mondiale: tra il 1942 e il 1943 ospitò 73 ragazzi ebrei profughi che grazie all’aiuto dei cittadini di Nonantola, tra cui il medico condotto Giuseppe Moreali e il giovane parroco Don Arrigo Beccari, furono prima nascosti poi fatti fuggire in Svizzera dove trovarono la salvezza.

LA MOSTRA RELATIVA ALL’EPISODIO DEI “RAGAZZI EBREI DI VILLA EMMA: 1942-43″ È VISIBILE AL PIANO TERRA DEL MUSEO DI NONANTOLA.

Per approfondimenti sulla vicenda legata alla storia dei ragazzi di villa Emma si veda www.fondazionevillaemma.org

Per informazioni e visite guidate sull’episodio dei ragazzi di Villa Emma contattare:

Fondazione Villa Emma

Tel. 059 547195 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Palazzo Previdi

L’avvocato Stanislao Previdi nell’Ottocento era il proprietario di un bel edificio in stile neoclassico affacciato sulla via principale di Nonantola, via Roma (l’antica via Maestra di Castello . Nella finestra centrale del primo si può notare una lunetta a bassorilievo che raffigura l’incontro tra Dante e il suo avo Cacciaguida in Paradiso alla presenza di Beatrice; la scena è sormonta dalla scritta “E quindi il soprannome tuo si feo”.

Questa decorazione intendeva rendere omaggio alla supposta origine nonantolana della famiglia Alighieri. In effetti una famiglia Aldighieri o Aldigeri è documentata a Nonantola dal 1012, tra XII e XIII secolo alcuni dei suoi componenti furono tra i più importanti giudici e avvocati dell’abbazia di Nonantola ed ebbero forti legami anche con la famiglia dei Canossa; una parte della famiglia si trasferì a Ferrara (sono presenti in modo regolare nei documenti dal 1135 in poi) dove i suoi membri ricoprirono posizioni di rilievo dall’età matildica alla signoria estense. Girolamo Tiraboschi, nella sua Storia dell’Augusta Badia di Nonantola, fu il primo ad affermare che una donna, appartenente ad un ramo della famiglia trasferitosi a Ferrara “divenuta moglie di Cacciaguida triavo del Poeta Dante diede a quella famiglia il suo proprio cognome” .

visit nonantola centro 00009La lunetta in cui sono raffigurati Dante, Cacciaguida e BeatriceAll’interno del palazzo un ampio androne passante conduce ad un cortile delimitato dai resti delle antiche mura trecentesche; uno scalone sorretto da colonne con capitelli dorici e corinzi porta ai piani superiori adibiti ad appartamenti.

INFO

Via Roma, 59, Nonantola

Interno non visitabile.

Sala degli Affreschi

In un corpo di fabbrica del Palazzo Comunale, che nel 1983 fu oggetto di un intervento di restauro, sono emersi frammenti di affreschi di notevole importanza che in origine decoravano l’antico refettorio del monastero di Nonantola.

Il ciclo affrescato è databile tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo e presenta un registro figurato con scene della vita di San Benedetto e degli Atti degli Apostoli, sormontato da un fregio costituito da una fascia a meandro interrotta da tabelle figurate.

Del ciclo, purtroppo in molte parti deteriorato, si conservano frammenti sulle pareti orientale, settentrionale e meridionale.

visit nonantola centro 00017La fuga di San Paolo da DamascoSulla parete nord si ritiene siano raffigurate le storie dei santi benedettini oppure il ciclo della vita di San Benedetto: degna di nota è la rappresentazione di una serie di edifici che, nonostante la caduta di colore, dimostrano una straordinaria vivacità cromatica, tra questi è possibile riconoscere una chiesa con campanile, due costruzioni con tetto a capanna e una torre quadrangolare che hanno le pareti e le coperture rosse, gialle e verdi.

Sulla parete est, la meno leggibile e interrotta da una grande lacuna causata dall’apertura di una porta, si distinguono a fatica una serie di aureole: su questa parete è possibile ipotizzare fosse rappresentata una Majestas Domini oppure un Giudizio Finale.

Nella parete sud è visibile, nello sguancio della monofora, una decorazione a tralcio vegetale formata da un intreccio di foglie verde scuro su fondo giallo; nel registro figurato è rappresentata una scena della vita di San Paolo in cui è ben riconoscibile l’episodio della fuga da Damasco dove si può notare una bella rappresentazione della città con mura e torri.

La compostezza e la complessità del disegno, la grande scioltezza del disegno preparatorio e l’ampia gamma di colori utilizzati (compreso l’uso di colori preziosi quale il blu di lapislazzuli) testimoniano il valore dell’artista che ha eseguito il ciclo affrescato, in un periodo di grande affermazione e prosperità del cenobio nonantolano.

visit nonantola centro 00018La prima venuta di San Paolo a Gerusalemme. A sinistra i Santi Paolo e Barnaba, a destra i Santi Pietro Giacomo Maggiore

INFO

Via Marconi 11, Nonantola

Orario: interno non visitabile a causa dei danni subiti dal sisma 2012

Palazzo Sertorio, Piazza Liberazione

Sorto nell’isolato sud di Piazza Liberazione, una delle piazze più suggestive di Nonantola, l’edificio fu realizzato nel 1500 per essere adibito a residenza estiva della nobile famiglia Sertorio a cui appartenevano quattro abati commendatari dell’abbazia di Nonantola. In seguito lo stabile divenne di proprietà della Partecipanza Agraria di Nonantola che lo utilizzò per dare alloggi in locazione alle famiglie meno abbienti del Comune fino a che, nel 1916, fu alienato con altri edifici di proprietà della Partecipanza.

visit nonantola centro 00005La piazza in una cartolina del 1910 circa. Sulla destra Palazzo SertorioLa facciata si presenta con una serie di portici archivoltati, di finestre ellittiche nel sottotetto ed un soffitto di gronda a sguscio dovuti ad un intervento di ristrutturazione tardo settecentesca. All’interno uno scalone conduce al piano nobile dove sono presenti ampie sale, alcune delle quali conservano un soffitto decorato a pennacchi. La parte est del complesso comprendeva una costruzione adibita a stalla, magazzini e abitazioni per la servitù ed un ampio giardino che fu in seguito occupato da un edifico che conclude l’isolato a est. Il lato sud del palazzo che si affaccia su via Piave ha inglobato parte delle antiche mura trecentesche e di una delle torri del Castello.

Sotto il portico è collocato un affresco del XVIII secolo di un anonimo emiliano raffigurante la Madonna del Rosario.

visit nonantola centro 00006Affresco della Madonna del RosarioSul lato nord della Piazza è riconoscibile l’edificio che ospitava l’oratorio di SAN ROCCO, costruito dopo la peste del 1630, per volere della famiglia Sertorio, ora adibito ad abitazione privata.

visit nonantola centro 00007Piazza Liberazione. A sinistra palazzo Sertorio, a destra l’edificio che ospitava la chiesa di San Rocco

 

INFO

Piazza Liberazione, Nonantola.

Interno del Palazzo non visitabile.

Giardino comunale “Perla Verde” – le sculture

visit nonantola centro 00014All’interno del giardino sono stati esposti 4 termini di confine del territorio nonantolano (posizionati seguendo indicativamente il punto cardinale in cui si trovavano in origine) e 5 cippi segnavia (che indicano la direzione della località incisa sul cippo) collocati lungo i vialetti che portano rispettivamente alla Torre dei Bolognesi e alla Sala delle Colonne.

Nel giardino sono presenti inoltre 3 interessanti sculture: due sono opera della scultrice berlinese Ingeborg Hunzinger e una dello scultore nonantolano Paolo Sighinolfi.

Ingeborg Hunzinger, in occasione dell’anniversario della Festa di Liberazione, ha donato al Comune di Nonantola due sue opere: la statua “La Melodia Perduta” nel 2002, per il 57° anniversario della Liberazione, in ricordo dei ragazzi di Villa Emma, e nel 2009, per il 64° anniversario della Liberazione, un’altra scultura dedicata ai circa 6400 profughi e immigrati ebrei che vennero internati in Italia dal governo fascista.

La scultura “LA MELODIA PERDUTA” rappresenta un giovane più alto della norma che suona il flauto addossato ad un albero con un dragone attorcigliato ai piedi; la Hunzinger in questa scultura ha voluto rappresentare il “drago fascista” nella sua forma più estrema e brutale che però, può essere sconfitto grazie alla melodia suonata nella solitudine: la melodia rappresenta l’eterno che vince sulla bestialità e la violenza, che sono fenomeni passeggeri.

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Ingeborg Hunzinger è una scultrice tedesca che fu esule in Italia durante il periodo nazista. A 24 anni si recò in Italia e visse a Firenze dopo che in Germania le fu impedito di svolgere la carriera artistica da parte della Camera per la Cultura del Reich; il divieto le fu imposto poiché era stata classificata comunista e sua madre era ebrea. A Firenze ebbe contatti con la Villa Romana, una casa per gli artisti tedeschi fondata prima della Prima Guerra Mondiale dove, i giovani artisti, potevano trascorrere un anno grazie ad una borsa di studio; lì conobbe il suo compagno, Helmut Ruhmer, da cui ebbe due figli e che morì al fronte poco prima della fine della guerra. Finita la guerra si iscrisse al Partito Comunista e, negli anni ’50, sposò il meccanico Adolf Hunzinger, un militante comunista, con cui si trasferì a Berlino-Est. Proprio lì acquisì una posizione all’Accademia delle Belle Arti e negli anni successivi ebbe numerosi incarichi: circa 40 sculture, di cui 25 a Berlino, si trovano nei luoghi dell’ex DDR.

La “Melodia Perduta” giunse a Nonantola dopo un tentativo fallito di collocarla in Calabria, a Ferramonti, nel luogo in cui c’era il più grande campo d’internamento per profughi ebrei in Italia.

La Hunzinger aveva realizzato la sua scultura ispirata da quel luogo e dal paesaggio bucolico della Valle del Crati ma rimase per tre anni nel suo studio perché un contadino aveva demolito con una ruspa l’ultimo edificio rimasto del campo d’internamento per appropriarsi del terreno per coltivare pomodori e lei si trovò a non aver più un luogo in cui collocarla. La scultrice pensò allora di portarla a Nonantola poiché era venuta a conoscenza della vicenda dei Ragazzi ebrei di Villa Emma grazie all’amicizia con il Prof. Klaus Voigt, autore del libro “Villa Emma. Ragazzi ebrei in fuga 1940-1945”.

Il 21 Aprile 2002, nel 57° anniversario della Liberazione di Nonantola, la scultura “la Melodia Perduta” venne collocata nel giardino “Perla Verde” del Comune di Nonantola per ricordare ai nonantolani, e non solo, la “melodia perduta” che vinse il dragone che minacciava la vita dei ragazzi di Villa Emma .

Ingeborg Hunzinger successivamente, visto fallire il tentativo di collocare il flautista in Calabria, realizzò per il campo di Ferramonti-Tarsia un’altra SCULTURA DEDICATA AI 6400 PROFUGHI E IMMIGRATI EBREI INTERNATI IN ITALIA. Anche in questo caso però non fu possibile trovare una collocazione per la sua opera a Ferramonti quindi la Ingeborg, dopo alcuni anni di attesa, acconsentì alla proposta di portare anche questa scultura a Nonantola, nel giardino “Perla Verde” a fianco del flautista.

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Il rilievo, dedicato al ricordo dell’internamento degli ebrei in Italia, era legato al ricordo dei “ragazzi di Villa Emma” poiché, anche se i ragazzi ospitati a Nonantola ebbero la fortuna di non vivere quell’orrore, alcuni dei loro parenti e alcuni loro compagni fuggiti da Zagabria vennero invece internati a Ferramonti e in altre parti d’Italia.

Nonantola per di più, oltre ad aver accolto i “ragazzi di Villa Emma”, era una delle 170 località di “internamento libero”, una forma di residenza coatta.

L’opera della Hunzinger rappresenta il momento in cui i carri armati tedeschi si ritirarono verso il Nord passando accanto al campo di Ferramonti-Tarsia e gli internati abbandonarono il campo disperdendosi nei dintorni: sulla sinistra del rilievo sono scolpiti i cannoni dei carri armati, al centro una coppia in fuga vicino a un uomo con il berretto (il maresciallo dei carabinieri Gaetano Marrari che aiutò realmente gli internati in quel momento terribile), sul fondo del rilievo si possono osservare scene di vita degli internati sotto il sole della Calabria e a sinistra in alto alcuni capannoni. Le due figure in grigio presenti nel rilievo rappresentano “il pensieroso” e “l’interrogatore” che dovrebbero indurre chi le osserva a domandarsi su come una pagina così buia della storia possa essere stata scritta.

visit nonantola centro 00013La terza scultura presente all’interno del Giardino Comunale è l’ “ALBERO DELLE FAVOLE” di Paolo Sighinolfi.

Sighinolfi, nato a Nonantola, si avvicinò alla scultura alla scuola di Don Beccari a Rubbiara poi proseguì i suoi studi all’Istituto d’Arte Venturi a Modena. Paolo Sighinolfi riuscì a trasformare un grande albero morto presente nel giardino della Perla Verde, un vecchio bagolaro, in una meravigliosa scultura.

L’albero delle favole prese vita nel 1987 quando Sighinolfi iniziò a lavorare all’opera e terminò dopo 5 estati di intenso lavoro; in origine doveva essere l’albero delle cicogne poiché Paolo stava per diventare padre del primo figlio.

Nel 1992 l’albero delle favole fu ricollocato nel giardino della Perla Verde; il vecchio albero tornò nel luogo da cui era partito con una nuova veste, trasformato in un racconto alto 5 metri in cui si intrecciavano animali reali e fantastici (il drago, la cicogna, lo scoiattolo, la lucertola…)

Nonostante i trattamenti protettivi a cui era stata sottoposta la scultura la permanenza all’aperto e l’esposizione alle variazioni degli agenti atmosferici causarono gravi danni all’opera tanto che, nell’inverno del 1995, fu sradicata e sottoposta ad un intervento di restauro. L’anno seguente tornò nel giardino Perla Verde posizionato sopra un piedistallo che la tenesse sollevata da terra ma nemmeno questo servì a risolvere la situazione e un paio d’anni dopo la scultura, ormai malata, morì cadendo a terra.

Dopo lo sgomento per la perdita di una scultura molto cara alla comunità prese forma un progetto di ricostruzione: dal calco dell’albero, ricomposto e rimodellato da Sighinolfi, si ricavò una scultura in bronzo che conservava la memoria del legno originario.

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