Coordinate 44°40′39.62″N 11°02′34.83″E,  altitudine 20 m s.l.m., superficie 55,32 km², abitanti 15.921

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il Museo di Nonantola

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All’interno della torre dei Bolognesi è collocato il MUSEO DI NONANTOLA: il museo ripercorre la storia di Nonantola dall’età Contemporanea alla Preistoria in un percorso a ritroso nel tempo scandito su quattro piani utilizzando fonti archeologiche, documentarie e fotografiche. Il racconto che si articola all’interno del museo presenta tre fili conduttori fortemente intrecciati tra loro: la trasformazione del paesaggio agrario che caratterizza il territorio, l’evoluzione del borgo e lo sviluppo della comunità.

PIANO TERRA: Benvenuti al Museo
Al piano terra del Museo, a sinistra dell’ingresso, è presente un pannello che illustra le varie destinazioni d’uso della torre nelle diverse fasi storiche (torre militare, carcerare, magazzino e infine acquedotto); a fianco del pannello è collocata la lapide che ricorda la fondazione della torre, nel 1307, da parte dei Bolognesi.

Una postazione per la visita virtuale è stata predisposta per chi non ha la possibilità di accedere ai piani superiori.

In seguito al sisma del 2012 è stata riallestita in questa sede la mostra “I ragazzi ebrei di Villa Emma a Nonantola: 1942-1943” curata dallo storico tedesco Klaus Voigt che racconta un importante episodio legato alla Seconda Guerra Mondiale che vede coinvolta la comunità nonantolana nel salvataggio di 73 ragazzi ebrei.

PRIMO PIANO: Il volto di Nonantola oggi
Il primo piano racconta la storia di Nonantola dagli anni venti del ‘900 ad oggi. Grazie all’ausilio di fonti fotografiche e documentarie si ripercorrono le tappe fondamentali dell’ultimo secolo della storia di Nonantola: lo sviluppo demografico, la conseguente forte urbanizzazione ed il “miracolo” economico che ha determinato il passaggio rapidissimo dall’agricoltura all’industria. Viene approfondito il periodo legato all’antifascismo e alla resistenza dove trovano uno spazio di rilievo le figure di Don Arrigo Beccari e Giuseppe Moreali, che hanno ricevuto dallo Stato di Israele la medaglia di “Giusti tra le Nazioni” per l’impegno profuso a favore degli ebrei perseguitati e delle persone discriminate dal nazifascismo.
Sono presenti inoltre due simboli della società e della cultura nonantolana e di tutto il territorio della pianura emiliana: la carriola e la bicicletta.

SECONDO PIANO: Le radici del cambiamento
Il piano ripercorre a ritroso l’Ottocento ed evidenzia le profonde trasformazioni avvenute nell’agricoltura e nel paesaggio; cambiamenti che andarono di pari passo con la storia del movimento contadino e bracciantile, la nascita del socialismo, l’azione cooperativa e sindacale delle campagne. Uno spazio rilevante viene riservato all’evoluzione della Partecipanza Agraria di Nonantola (Ente Morale di origine medievale) che nel XIX secolo procedette ad una radicale trasformazione agronomica abbattendo il bosco secolare di 900 biolche, che da sempre caratterizzava i suoi terreni, e dissodando i prati per far posto alle coltivazioni di cereali.
Al centro della sala è collocata la scranna salimbeniana, una semplice sedia di legno che può essere trasformata in uno “scaletto” da biblioteca, ingegnosa invenzione di uno degli esponenti della nobile famiglia Salimbeni.

TERZO PIANO: Il Monastero di San Silvestro e la Magnifica comunità di Nonantola
Il terzo piano copre l’ampio periodo storico che intercorre tra il 1700 e il 1000; qui viene ripercorsa l’evoluzione del borgo nonantolano partendo dalla sua nascita intorno al monastero di San Silvestro.
I disegni che raffigurano le trasformazioni susseguitesi nel borgo sono opera di Riccardo Merlo e si basano sui dati forniti dalle ricerche e dagli scavi archeologici condotti, a partire dal 2001, dall’UniversitàCa’ Foscari di Venezia.
Le indagini archeologiche effettuate nel centro storico sono state fondamentali per l’elaborazione del plastico della Torre dei Bolognesi, sede del museo, che riproduce fedelmente una porzione del sistema difensivo trecentesco nonantolano. Uno spazio particolare è dedicato all’archeologia funeraria: sono esposte la tomba in cassa laterizia di un monaco dell’abbazia di Nonantola e quella in fossa terragna di un bambino rinvenuto nel cimitero di Piazza Liberazione. È inoltre presente un touch screen che permette di visualizzare tutti i luoghi in cui sono stati eseguiti scavi archeologici a Nonantola ed una cassettiera dedicata a Piazza Liberazione in cui sono esposti i plastici e i reperti provenienti dallo scavo. Nella vetrina centrale sono esposti gli Statuti del Comune di Nonantola del 1419.

QUARTO PIANO: Dai Romani alla Preistoria
Questo piano è dedicato alla fase più antica della storia di Nonantola e del suo territorio, dall’Età del Bronzo a quella romana. Nelle vetrine sono esposti diversi reperti provenienti dai siti collocati nell’area nonantolana; i disegni di Riccardo Merlo contenuti nei pannelli-libro aiutano a ricostruire l’evoluzione del territorio durante l’età del Bronzo, del Ferro e Romana.
Tra gli oggetti esposti rivestono particolare importanza quelli provenienti dalla terramara di Redù, tra cui spiccano un piede di statuetta antropomorfa in ceramica d’impasto, pregevole per l’accuratezza dei dettagli anatomici, e la “Lamina Aurea”, un disco d’oro decorato con tecnica a sbalzo e punzone con motivi circolari: entrambi questi reperti fanno presumere che Redù fosse un’importante area di culto.

BELVEDERE: Nonantola dall’alto
Salendo sul belvedere è possibile avere una visione d’insieme dell’abitato di Nonantola e del suo territorio da tutti i punti cardinali.
Durante le giornate particolarmente terse si possono riconoscere anche i paesi e le città confinanti e i loro monumenti: la chiesa di San Giovanni in Persiceto, San Luca sui colli bolognesi, la Ghirlandina di Modena.
Salendo sulla balconata del belvedere si possono quindi ammirare: a sud l’Appennino modenese e il monte Cimone, a ovest Modena, la Torre dei Modenesi e Villa Emma, a nord la Partecipanza Agraria, l’Abbazia di San Silvestro, la Pieve di San Michele Arcangelo e la Chiesa di Santa Filomena, e infine, a est, Bologna.

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Orari di apertura

Sabato, domenica e festivi: 9.30-12.30 e 15.30-18.30

Ingresso: gratuito

Telefono: durante gli orari di apertura del museo 366/4340703

(visite guidate su appuntamento telefonando allo 059/896656 tutte le mattine dalle 8.30 alle 13.00 e il martedì e giovedì pomeriggio dalle 14.30 alle 17.00)

Info

Ufficio Archivi, Musei, Turismo e Volontariato – Comune di Nonantola

Telefono: 059/896656-639 – durante gli orari di apertura del museo telefonare al numero 366/4340703

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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