Coordinate 44°40′39.62″N 11°02′34.83″E,  altitudine 20 m s.l.m., superficie 55,32 km², abitanti 15.921

Itinerari

CIRCUITO DELLE MURA CASTELLANE (a piedi)

Via del Macello - Via Piave - Via Torre - Via Roma - Piazza Gramsci – Via Vittorio Veneto – Via Montegrappa.

Delle mura trecentesche che circondavano il borgo di Nonantola, abbattute all'inizio del 1900 rimangono soltanto alcuni resti ma è ancora possibile seguirne il perimetro.

A Nonantola, i primi documenti in cui è menzionato un castrum (centro fortificato caratterizzato dalla presenza di un fossato e un terrapieno o, in alcuni casi, soltanto di un fossato), risalgono al 955 e al 992. Dagli scavi archeologici condotti dall’Università Ca’ Foscari di Venezia è emerso che nei secoli X-XI esisteva un apparato difensivo intorno al monastero costituito da fossati che racchiudevano un’area a ridosso del complesso abbaziale. In seguito il castrum viene menzionato in un documento del 1017 e nuovamente nel 1058, nella famosa Charta dall'abate Gotescalco: il monastero promette alla comunità una serie di privilegi e la concessione di una serie di terreni in cambio della costruzione di tre quarti delle mura e del fossato e della protezione del castrum (a quest’epoca non si trattava di mura in mattoni ma di una palizzata di legno circondata da un fossato su cui si innestavano due torri-porta di accesso al borgo costruite dal monastero insieme al restante quarto della mura).

 

MERLO GOTESCALCO

Per meglio comprendere l’evoluzione delle fortificazioni nonantolane sarà bene partire dal terzo piano del MUSEO DI NONANTOLA  in cui si possono osservare i disegni ricostruttivi delle strutture difensive sorte introno al borgo tra alto e basso medioevo elaborati sulla base dei dati fornti dagli scavi  archeologici effettuati dall’Università Ca’ Foscari di Venezia.

1 3MAPPA DEL BORGO DI NONANTOLA CIRCONDATO DALLE MURA 300

Il museo è collocato all’interno della TORRE DEI BOLOGNESI punto di accesso fortificato costruito dai Bolognesi nel 1307 quando conquistarono Nonantola.

Proprio agli inizi del XIV secolo le fortificazioni nonantolane furono trasformate dai Bolognesi in un perimetro di strutture militari: le difese, per la prima volta costituite da mura di laterizi con fossati, erano intervallate da una serie di torri e rivellini (strutture fortificate con ponti mobili che controllavano l’accesso all’abitato).

Questo perimetro fortificato rimase inalterato fino all’inizio del XX secolo quando furono colmate le fosse castellane e abbattute le mura ma è ancora possibile ripercorrerne il tracciato e individuare le torri ancora esistenti.

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FOTO TORRE DEI BOLOGNESI E PORTA SANT'ADRIANO A INIZIO 900

 

 

FOTO PORTA S. ADRIANO

Dalla Torre dei Bolognesi si prosegue costeggiando il recinto del giardino del PALAZZO COMUNALE percorrendo via del Macello, il cui tracciato ripercorre un tratto delle mura trecentesche. In seguito, attraversata via Marconi, si giunge in via Piave, in cui si nota un'altra delle torri che apparteneva alla cinta muraria purtroppo pesantemente compromessa da una ristrutturazione degli anni '50; lungo tutta la via, grazie all’inclinazione dei muri a scarpa e alla forma delle finestre, si possono riconoscere i resti delle fortificazioni medievali nelle abitazioni esistenti.

Arrivando in via Torre, sulla sinistra, è possibile notare la base di una delle torri che facevano parte della cinta muraria, ora adibita a villa privata; da qui girando a destra si giunge alla TORRE DEI MODENESI.

Costruita nel 1261 dai Modenesi che avevano conquistato Nonantola, insieme alla Torre dei Bolognesi, fu parte integrante e fondamentale del sistema difensivo del borgo.

La torre dei Modenesi fu costruita sui resti da una pretendete porta fortificata risalente  all’XI secolo inserita all’interno delle strutture difensive che circondavano il monastero e le abitazioni della comunità laica volute dall’abate Gotescalco.

 

FOTO TORRE MODENESI

Proseguendo su via Roma, alcuni metri dopo, girando a sinistra, si attraversa l'arco a tutto sesto del Palazzo della Partecipanza e, passando sotto l'androne del edificio, attraversata  la corte interna, si arriva ad un giardino collocato nel luogo un tempo occupato dalle fosse castellane; a sinistra è possibile osservare un edificio in mattoni, la RESIDENZA VECCHIA DELLA PARTECIPANZA, in cui è possibile riconoscere il rivellino nord di acceso al borgo. Osservando il muro nord dell’edificio si possono individuare le tracce di un arco a tutto sesto databile al XVI secolo rivolto verso la zona un tempo occupata dalle fosse castellane e, a fianco della porta principale, una porta pedonale con arco a sesto acuto tamponata.

Proseguendo verso il parcheggio di Piazza Gramsci si può osservare la base di un torrione restaurato, ora sede della Banca Popolare, purtroppo poco visibile a causa di un portico. Sulla sinistra della banca si susseguono i resti delle mura osservabili nelle case che si affacciano sul parcheggio fino all'angolo della piazza.

 

FOTO VIA VITTORIO VENETO CON IL TRATTO DELLE MURA AFFACCIATO SU PIAZZA GRAMSCHI.

In via Vittorio Veneto si riconosce una torre nell'edificio isolato e ricostruito tra la chiesa e la canonica; proseguendo per via Vittorio Veneto e girando a destra in via Montegrappa si nota, dietro alcune case costruite nel '900, una torre mozza abbattuta durante l'assedio subito nella Guerra di Castro nel 1643 (che oggi delimita un angolo del giardino abbaziale).

 

FOTO SCORCIO DELLA MURA NEL TRATTO NORD EST DEL PAESE

Proseguendo su via Montegrappa, sulla destra, quasi alla fine della strada, si può osservare una porzione delle mura posta in fondo al Parco Moreali dove è possibile individuare l'arco tamponato di Porta Sant'Adriano che anticipa l'imponente mole della Torre dei Bolognesi dalla quale siamo partiti.  

FOTO SCORCIO DELLE MURA CON LA TORRE DEI BOLOGNESI 

NONANTOLA ROMANICA (a piedi)

Abbazia di San Silvestro - Museo Benedettino Nonantolano e Diocesano di Arte Sacra - Sala degli Affreschi (ex refettorio dell'abbazia di Nonantola) - Museo di Nonantola - Pieve di San Michele Arcangelo.

L’ABBAZIA DI SAN SILVESTRO DI NONANTOLA può certamente essere annoverata tra gli edifici più importanti e rappresentativi del romanico padano.

Arrivando in Piazza Abbazia si può ammirare la sua imponente mole: la sobria facciata in laterizi, lo splendido portale, esemplificativo del racconto figurato proprio dell’arte romanica, attribuito all’ambito wiligelmico; dopo la visita all’interno della chiesa abbaziale, dove non mancheranno le suggestioni date dalla bellissima cripta, attraverso una porta laterale della navata di destra si può accedere al cortile interno dell’antico complesso monastico dove si possono osservare le bellissime absidi che presentano gli elementi tipici dell’arte romanica; il giardino abbaziale è chiuso a Nord dalla chiesa e da un porticato trecentesco, a Ovest dal palazzo dell’ex seminario, a Sud da un’ala oggi occupata dal Comune (che un tempo faceva parte del complesso monastico) e a Est da un muro di cinta. Una volta usciti dal giardino, proseguendo a sinistra su via Marconi è possibile visitare il MUSEO BENEDETTINO NONANTOLANO E DIOCESANO DI ARTE SACRA (via Marconi n° 3): al suo interno è possibile ammirare il Tesoro abbaziale, il cui pezzo più importante è senza dubbio la reliquia della Santa Croce.

Sono esposti inoltre tre codici provenienti dalla Biblioteca Abbaziale e alcune pergamene dell’Archivio Abbaziale tra cui spiccano i diplomi con i monogrammi dell’imperatore Carlo Magno e della Contessa Matilde di Canossa.

Dal giardino del Palazzo Comunale (via Marconi n°11) si accedeva alla Sala degli Affreschi, al momento non vistabile poiché in attesa dei restauri in seguito al terremoto del 2012.

Grazie ad un restauro avvenuto nel 1983in un’ala del palazzo comunale che nel medioevo ospitava il refettorio abbaziale, sono emersi i frammenti di un importantissimo ciclo di affreschi di epoca romanica con scene della vita di San Benedetto e degli Atti degli Apostoli risalenti alla fine dell'XI - inizio del XII secolo. In fondo al giardino è possibile visitare il MUSEO DI NONANTOLA, collocato all’interno della Torre dei Bolognesi dove, al terzo piano, è possibile ripercorrere la storia dei monumenti medievali principali di Nonantola.

Uscendo dal giardino comunale si ripercorre via Marconi fino a giungere all'incrocio con via Vittorio Veneto, attraversata la strada si imbocca via Abate Gotescalco dove si può osservare sulla sinistra la chiesa di Santa Filomena, risalente al XIV secolo; arrivati in fondo alla strada, sulla destra, si potrà ammirare la Pieve di San Michele Arcangelo (via della Pieve n° 43), l'altra chiesa romanica nonantolana.

La pieve, seppur di origine romanica si presenta oggi con le forme proprie del barocco a causa di un pesante restauro settecentesco; gli elementi caratteristici del romanico sono ancora visibili nelle absidi (tranne quella settentrionale ricostruita nel 1700), in alcune finestrelle e nei beccatelli che corrono sotto la cornice esterna di sommità dei muri del cleristorio.

LA PARTECIPANZA AGRARIA E L’AREA DI RIEQUILIBRIO ECOLOGICO "TORRAZZUOLO" (bici e auto)

Palazzo della Partecipanza - Area di Riequilibrio Ecologico “ Torrazzuolo” - Casa della Guardia - Campo Catalogo.

I PALAZZI DELLA PARTECIPANZA AGRARIA sono collocati nel centro storico di Nonantola, in via Roma 23, ed è proprio da qui che inizia l’itinerario.

Al secondo piano dell’edificio, nella cosiddetta Sala dei Giuristi, così chiamata perché sede del tribunale nel XIX secolo, è presente una MOSTRA PERMANENTE che narra la storia di questo ente millenario dal medioevo ad oggi (nel sottotetto è presente un’acetaia in cui è possibile degustare il famoso aceto balsamico tradizionale di Modena: la mostra e l’acetaia sono visitabili su appuntamento contattando lo 059 549046 oppure scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Durante il week-end, nel caso il Palazzo della Partecipanza dovesse essere chiuso, sarà possibile avere una visione d’insieme della storia della Partecipanza Agraria anche al secondo e terzo piano del MUSEO DI NONANTOLA, in cui si ripercorrono le tappe salienti della storia di questa proprietà collettiva dal medioevo al XX secolo.

I terreni della Partecipanza si estendono a nord-est del capoluogo su un territorio di circa 760 ha che dista circa 4 chilometri da Nonantola.

Nel cuore di un pregevole paesaggio agrario segnato da una fitta rete di canali, siepi e filari alberati, è presente l’AREA DI RIEQUILIBRIO ECOLOGICO "TORRAZZUOLO", costituita da oltre 130 ettari di boschi e diverse tipologie di aree umide in cui è possibile osservare una grande varietà di animali selvatici e uccelli acquatici.

Gli ambienti sono di libera fruizione previo rispetto delle norme di comportamento finalizzate al rispetto di flora, fauna ed habitat presenti.

Le aree umide sono osservabili da osservatori faunistici tra cui, quello situato presso la “barchessa della Pantera”, a sud del lago più grande, è fruibile anche da disabili fisici ed utenti con ridotta mobilità.

L’oasi naturalistica si raggiunge in auto dalla Località Via Larga percorrendo via Mislè in direzione Ravarino oppure dalla tangenziale di Nonantola, direzione Bologna, seguendo i cartelli con l’indicazione Area di Riequilibrio Ecologico "Torrazzuolo"; in bicicletta o a piedi dal centro storico precorrendo via Prati e stradello Prati.

Seguendo la direttrice Via Mislè-Via Due Torrioni in direzione Ravarino, ai confini dell’area naturalistica è possibile vedere il macero alla cosiddetta Casa del Canale e, nelle pertinenze della Casa della Guardia, una raccolta di oggetti legati alla civiltà contadina (previo appuntamento) e il Campo Catalogo delle piante officinali e delle antiche varietà di frutta.

Alla Casa della Guardia sono inoltre stati predisposti ambienti attrezzati con tavoli in cui è possibile sostare per un pic-nic e aree di svago protette da siepi.

Le visite guidate all’Area di Riequilibrio Ecologico "Torrazzuolo" sono possibili su prenotazione contattando la Partecipanza Agraria al numero 059 549046 oppure alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Nonantola in bicicletta

PERCORSO 2

Da Nonantola a Villa Sorra

Sul tracciato della via Romea Nonantolana

itinerario 2 nonantola in bici

1) Il percorso ha inizio a Nonantola davanti all'Abbazia e prosegue per Piazza Caduti Partigiani e Via Roma fino al Viale delle Rimembranze, sul quale si gira sinistra per attraversare il parcheggio posto sul lato destro della strada. All'inizio di Piazza Martiri Tien An Men si imbocca un viale pedonale, contrassegnato da cartello pista ciclabile, che si percorre fino alla fine del parco per seguire poi un vialetto che sbuca su un grande piazzale in prossimità delle Scuole Medie. Si procede a sinistra per circa 1,5 km, costeggiando il Canal Torbido e la strada del Masetto.

2) Via Masetto: a sinistra, esemplare di farnia di notevoli dimensioni a fusto eretto, di altezza di circa 20 metri, circonferenza 290 cm, età 70 anni.

3) Oratorio dedicato a S. Domenico, eretto nel 1600, assieme alla Villa dei fratelli Masetti, proprietari terrieri da cui prende il nome la rispettiva via; sull'altare vi era un'icona con l'immagine della Madonna di S. Domenico e S. Geminiano; attualmente chiuso al culto. Tutta la Via Masetto vino al 1865 era affiancata da una siepe mista con interposti gelsi di cui rimangono solo quattro esemplari.

4) A destra, ponte sul Canal Torbido, che permette l'accesso all'interna casa colonica disabitata, costituita dall'abitazione di piccole dimensioni e dal corpo stalla e fienile di grandi dimensioni; lateralmente caratteristica costruzione ad uso domestico costituita da porcile, pollaio, legnaia e gabinetto. L'accesso al cortile è segnato da due grandi pioppi cipressini. A sud della casa, lungo il corso del Canal Sonata-Bonaghino, è stato rinvenuto un sito archeologico risalente all'epoca romana.

5) Ansa di terreno creatasi con il raddrizzamento della via che anticamente fiancheggiava il canale; è presente una quercia di circa 60 anni.

6) Località Tarozza, nota per ritrovamenti archeologici del periodo etrusco.

7) Antica Osteria di Rubbiara, proprietà e gestione da cinque generazioni della famiglia Pedroni; nel cortile due grossi esemplari di gelso bianco.

8) Via Chiesa di Rubbiara: chiesa, ricreatorio, cimitero (giardino con statue in terracotta chiamato "percorso della salvezza"), ombreggiati da alcuni tigli e querce.

9) Villa Montecchi: viale d'accesso con doppio filare di platani, internamente, giardino parco, pioppo nero, tiglio, ippocastano.

10) Maestà dell'Immacolata Concezione: all'interno della nicchia si trova una formella con immagine della Madonna.

11) Siepe mista di essenze autoctone (marruca, prugnolo, acero campestre, olmo, berretta del prete).

12) Via Imperiale: posta a confine tra il Comune di Nonantola e Castelfranco Emilia; affiancato dal canale nominato "diversivo Cavo Muzza", realizzato nel 1870 per raccogliere le acque a Nord di via Emilia.

13) Allevamento suinicolo cinto da siepe di gelso bianco periodicamente capitozzato.

14) Villa Sorra, in località Gaggio di Castelfranco Emilia: villa settecentesca di notevole valore architettonico, circondata da prezioso parco-giardino; ne sono proprietari i Comuni di Modena, Castelfranco Emilia, Nonantola e S. Cesario; raggiungibile percorrendo una strada bianca privata (via Temide).

 

PERCORSO 3

Dal centro storico alla Partecipanza Agraria

itinerario 3 nonantola in bici

Partenza Abbazia di Nonantola. Attraversare la Strada Provinciale Est imboccando via Gotescalco, girare a destra su via della Pieve e voltare a sinistra su via Prati percorrendola fino a Stradello Prati.

1) Imboccare stradello prati costeggiando il canal Torbido (Antica Zena)

2) Località Cantone con ponte sul canale.

3) Strabello Prati; in parte di proprietà della Partecipanza, immette nei terreni dell’Ente fiancheggiando il Canal Torbido. Lo stradello è fiancheggiato da un filare di frassini e aceri e da alcuni appezzamenti a bosco. Lo strabello continua poi in forma di strada bianca fino al ponte s. Anselmo

4) Ponte di San Anselmo: prende il nome dalla stele dedicata a San Anselmo, fondatore del monastero di Nonantola, eretta al lato del Ponte della via Mislè, antico Cardo Romano.

5) Area di Riequilibro Ecologico “il Torrazzuolo”. Comprende i territori della Valle di Sopra e della valle di Sotto.

6) Via “Due Torrioni”: è il proseguimento di via Mislè, vi si trova la Casa della Guardia edificata sul sito dove sorgeva anticamente un torrione posto a guardia del bosco. Nei presi della casa è possibile visitare il campo catalogo delle erbe officinali.

7) Strada bianca (carreggiata) che attraversa campi con le tipiche coltivazioni che oggi caratterizzano la nostra agricoltura.

8) Viale delle Querce (strada del Bosco): anticamente detto "Caradon dal bosc": divide a metà la Partecipanza e attraversa la zona che un tempo era sede dell'antico bosco. È fiancheggiata da un doppio filare di querce (270 esemplari).

9) Barchessa Grande: è la più grande delle tre esistenti in Partecipanza, costruita come rifugio temporaneo nel 1912. Dotate di pompa per l'acqua, erano disponibili ed adibite a ricovero provvisorio di uomini e bestiame per la protezione dai temporali, dal calore, per rifornimento di acqua o sosta per rifocillarsi nelle pause di lavoro, erano inoltre luogo di incontro dei Partecipanti

10) Strade bianche e carreggiate attraverso i campi dove si incontra la barchessa piccola

11) Ponte dei gatti e via gatti: con filare di querce

12) Ponte sul Canal Torbido e via Prati.

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