Coordinate 44°40′39.62″N 11°02′34.83″E,  altitudine 20 m s.l.m., superficie 55,32 km², abitanti 15.921

Itinerari

CIRCUITO DELLE MURA CASTELLANE (a piedi)

Via del Macello - Via Piave - Via Torre - Via Roma - Piazza Gramsci – Via Vittorio Veneto – Via Montegrappa

visit nonantola percorso mura 0001Nonantola prima dell’abbattimento delle mura all'inizio XX secolo

Delle mura trecentesche che circondavano il borgo di Nonantola, abbattute all'inizio del 1900, rimangono soltanto alcuni resti ma è ancora possibile seguirne il perimetro.

A Nonantola, i primi documenti in cui è menzionato un castrum (centro fortificato caratterizzato dalla presenza di un fossato e un terrapieno o, in alcuni casi, soltanto di un fossato), risalgono al 955 e al 992.

Verosimilmente fin dalla fondazione del monastero iniziò a svilupparsi nelle sue adiacenze

un abitato, che alla fine dell’alto medioevo raggiunse dimensioni abbastanza eccezionali per l’area padana. Grazie agli scavi archeologici condotti dall’Università Ca’ Foscari di Venezia è stato possibile comprendere che alla fine dell’alto medioevo furono realizzati due grandi perimetri difensivi per circondare da un lato il monastero e dall’altro gli edifici della comunità: si trattava di semplici fossati, talora integrati con palizzate.

Il riferimento al castrum di Nonantola si trova nuovamente in un documento del 1017 e successivamente nel 1058, nella famosa Charta dall'abate Gotescalco: il potente monastero benedettino concesse alla comunità una serie di privilegi e terreni (boschi, paludi e prati) in cambio della costruzione di tre quarti delle mura e del fossato oltre che della protezione del castrum stesso. Non si trattava di mura in mattoni ma di una palizzata di legno circondata da un fossato su cui si innestavano due torri-porta di accesso al borgo costruite dal monastero insieme al restante quarto delle mura. Queste sistema di fornicazioni, costruite con il determinate apporto della comunità nonantolana, sono state individuate anche durante gli scavi archeologici svolti dall’Università Ca’ Foscari in Piazza Liberazione e nel giardino Perla Verde. 

Le fortificazioni volute da Gotescalco nell'XI secolo. Museo di NonantolaLe fortificazioni volute da Gotescalco nell'XI secolo, Museo di Nonantola

Per meglio comprendere l’evoluzione delle fortificazioni nonantolane sarà bene partire dal terzo piano del MUSEO DI NONANTOLA (1) in cui si possono osservare i disegni ricostruttivi delle strutture difensive sorte introno al borgo tra alto e basso medioevo elaborati sulla base dei dati forniti dagli scavi  archeologici effettuati dall’Università Ca’ Foscari di Venezia.

visit nonantola percorso mura 0003I pannelli-libro presenti al terzo piano del museo di Nonantola in cui viene illustrata l’evoluzione del borgo tra alto e basso medioevo

Mappa del territorio di Nonantola, sec. XVI-XVII, Archivio di Stato Modena, Mappario Estense, Serie Territori, n° 128.Mappa del territorio di Nonantola, sec. XVI-XVII, Archivio di Stato Modena, Mappario Estense, Serie Territori, n° 128

Il museo è collocato all’interno della TORRE DEI BOLOGNESI punto di accesso fortificato costruito dai Bolognesi nel 1307 quando conquistarono Nonantola.

Proprio agli inizi del XIV secolo le fortificazioni nonantolane furono trasformate dai Bolognesi in un perimetro di strutture militari: le difese, per la prima volta costituite da mura in mattoni con fossati, erano intervallate da una serie di torri e rivellini (strutture fortificate con ponti mobili che controllavano l’accesso all’abitato). Questo perimetro fortificato rimase inalterato fino all’inizio del XX secolo quando furono colmate le fosse castellane e abbattute le mura ma è ancora possibile ripercorrerne il tracciato e individuare le torri, o parti dei torrioni, ancora esistenti.

visit nonantola percorso mura 0002Le fortificazioni costruite nel '300 dai Bolognesi in seguito alla conquista di Nonantola

La torre dei Bolognesi all'epoca della sua costruzione nel XIV secolo (il rivellino e il ponte levatoio oggi non esistono più)La torre dei Bolognesi all'epoca della sua costruzione nel XIV secolo (il rivellino e il ponte levatoio oggi non esistono più)

La torre dei Bolognesi all'inizio 900. Sulla destra è visibile porta Sant'AdrianoLa torre dei Bolognesi all'inizio 900. Sulla destra è visibile porta Sant'Adriano

Partendo dalla Torre dei Bolognesi si prosegue costeggiando il recinto del giardino del PALAZZO COMUNALE percorrendo via del Macello, il cui tracciato ripercorre un tratto delle mura trecentesche. In seguito, attraversata via Marconi, si giunge in via Piave, in cui si nota un'altra delle torri che apparteneva alla cinta muraria purtroppo pesantemente compromessa da una ristrutturazione degli anni '50; lungo tutta la strada, grazie all’inclinazione dei muri a scarpa e alla forma delle finestre, si possono riconoscere i resti delle fortificazioni medievali nelle abitazioni esistenti.

visit nonantola percorso mura 0008A destra, davanti alla torre dei Modenesi, si riconosce la torre ora adibita a casa privata. Anni ’20

Arrivando in via Torre, sulla sinistra, è possibile notare la base di una delle torri che facevano parte della cinta muraria, ora adibita a villa privata (2) ; da qui girando a destra si giunge alla TORRE DEI MODENESI (3).

Costruita nel 1261 dai Modenesi che avevano conquistato Nonantola, insieme alla Torre dei Bolognesi, fu parte integrante e fondamentale del sistema difensivo del borgo.

La torre dei Modenesi fu costruita sui resti di una precedente porta fortificata risalente  all’XI secolo inserita all’interno delle strutture difensive che circondavano il monastero e le abitazioni della comunità laica volute dall’abate Gotescalco.

visit nonantola percorso mura 0009 La torre dei Modenesi ad inizio Novecento prima dell’abbattimento delle mura

visit nonantola percorso mura 0010Vista di Nonantola ad inizio Novecento: in primo piano il Canal Torbido. Il borgo era ancora circondato dalle mura su cui svettavano, a sinistra la torre dei Modenesi e a destra, in fondo, la torre dei Bolognesi

Proseguendo su via Roma, alcuni metri dopo, girando a sinistra, si attraversa l'arco a tutto sesto della Residenza Nuova della Partecipanza e, passando sotto l'androne dell’edificio, attraversata  la corte interna, si arriva ad un giardino collocato nel luogo un tempo occupato dalle fosse castellane; a sinistra è possibile osservare un edificio in mattoni, la RESIDENZA VECCHIA DELLA PARTECIPANZA (4), in cui è possibile riconoscere il rivellino nord di acceso al borgo. Osservando il muro nord dell’edificio si possono individuare le tracce di un arco a tutto sesto databile al XVI secolo rivolto verso la zona un tempo occupata dalle fosse castellane e, a fianco della porta principale, una porta pedonale con arco a sesto acuto tamponata.

visit nonantola percorso mura 0011visit nonantola percorso mura 0018

La residenza Vecchia della Partecipanza. In evidenza le strutture appartenenti al rivellino del XIV secolo, la porta nord di accesso al borgo

 

Proseguendo verso il parcheggio di Piazza Gramsci si può osservare la base di un torrione restaurato, ora sede della Banca Popolare, purtroppo poco visibile a causa di un portico (5). Sulla sinistra della banca si susseguono i resti delle mura osservabili nelle case che si affacciano sul parcheggio fino all'angolo della piazza.

visit nonantola percorso mura 0012visit nonantola percorso mura 0013

 Piazza Gramsci negli anni ’40; era ancora visibile la parte superiore del torrione che ora è di proprietà della banca

In via Vittorio Veneto si riconosce una torre nell'edificio isolato e ricostruito tra la chiesa e la canonica ora sede della gelateria (6); proseguendo per via Vittorio Veneto e girando a destra in via Montegrappa si nota, dietro alcune case costruite nel '900, una torre mozza abbattuta durante l'assedio subito nella Guerra di Castro nel 1643 (che oggi delimita un angolo del giardino abbaziale (7).

visit nonantola percorso mura 0017Una cartolina di Nonantola a inizio Novecento; a sinistra si può notare il profilo dell’abbazia di San Silvestro e la torre dove oggi è collocata la gelateria

visit nonantola percorso mura 0014La base della torre mozza nell’angolo del giardino abbaziale e, a sinistra, la Torre dei Bolognesi

Proseguendo su via Montegrappa, sulla destra, quasi alla fine della strada, si può osservare una porzione delle mura posta in fondo al Parco Moreali dove è possibile individuare l'arco tamponato di Porta Sant'Adriano che anticipa l'imponente mole della Torre dei Bolognesi dalla quale siamo partiti.

visit nonantola percorso mura 0007La torre dei Bolognesi a fine ‘800. È evidente l’arco tamponato di Porta S. Adriano

NONANTOLA ROMANICA (a piedi)

Abbazia di San Silvestro - Museo Benedettino Nonantolano e Diocesano di Arte Sacra - Sala degli Affreschi (ex refettorio dell'abbazia di Nonantola) - Museo di Nonantola - Pieve di San Michele Arcangelo.

L’ABBAZIA DI SAN SILVESTRO DI NONANTOLA può certamente essere annoverata tra gli edifici più importanti e rappresentativi del romanico padano.

Arrivando in Piazza Abbazia si può ammirare la sua imponente mole: la sobria facciata in laterizi, lo splendido portale, esemplificativo del racconto figurato proprio dell’arte romanica, attribuito all’ambito wiligelmico; dopo la visita all’interno della chiesa abbaziale, dove non mancheranno le suggestioni date dalla bellissima cripta, attraverso una porta laterale della navata di destra si può accedere al cortile interno dell’antico complesso monastico dove si possono osservare le bellissime absidi che presentano gli elementi tipici dell’arte romanica; il giardino abbaziale è chiuso a Nord dalla chiesa e da un porticato trecentesco, a Ovest dal palazzo dell’ex seminario, a Sud da un’ala oggi occupata dal Comune (che un tempo faceva parte del complesso monastico) e a Est da un muro di cinta.

visit nonantola circuito romanico 0001La facciata dell’abbazia di San Silvestrovisit nonantola circuito romanico 0002Particolare del portale romanico

visit nonantola circuito romanico 0003La cripta dell’abbazia di San Silvestrovisit nonantola circuito romanico 0004Le absidi della chiesa viste dal giardino abbaziale

Una volta usciti dal giardino, proseguendo a sinistra su via Marconi è possibile visitare il MUSEO BENEDETTINO NONANTOLANO E DIOCESANO DI ARTE SACRA (via Marconi n° 3): al suo interno è possibile ammirare il Tesoro abbaziale, il cui oggetto più importante è senza dubbio la reliquia della Santa Croce. Sono esposti inoltre importanti codici provenienti dalla Biblioteca Abbaziale, alcune pergamene dell’Archivio Abbaziale tra cui spiccano i diplomi con i monogrammi dell’imperatore Carlo Magno e della Contessa Matilde di Canossa e due rari sciamiti bizantini risalenti alla fine dell’VIII-X secolo.

visit nonantola circuito romanico 0005Stauroteca a croce latina in cui è conservato il frammento della Santa Croce. Fine X secolo, teca esterna 1679. Museo Benedettino e Diocesano di Arte Sacra visit nonantola circuito romanico 0007Firma della contessa Matilde di Canossa, 1177. Museo Benedettino e Diocesano di Arte Sacra


visit nonantola circuito romanico 0006Monogramma dell’Imperatore Carlo Magno, 797. Museo Benedettino e Diocesano di Arte Sacra

Uscendo dal Museo Benedettino e Diocesano di Arte Sacra si ritorna nuovamente su via Marconi e proseguendo a sinistra, costeggiano il Palazzo Comunale (via Marconi n°11), si accede al Giardino Perla Verde, attraverso il quale era possibile visitare la SALA DEGLI AFFRESCHI, al momento non aperta al pubblico poiché in attesa dei restauri per i danni causati dal terremoto del 2012. Gli affreschi sono stati scoperti nel 1983 durante la ristrutturazione di in un’ala del Palazzo Comunale: lo stabile nel medioevo ospitava il refettorio abbaziale e, durante i restauri, sono emersi i frammenti di un importantissimo ciclo di affreschi di epoca romanica con scene della vita di San Benedetto e degli Atti degli Apostoli risalenti alla fine dell'XI - inizio del XII secolo.

visit nonantola circuito romanico 0008Particolare di S. Paolo calato nella cesta. Sala degli Affreschi

In fondo al giardino Perla Verde è possibile visitare il MUSEO DI NONANTOLA, collocato all’interno della Torre dei Bolognesi dove è possibile ripercorrere la storia dei principali monumenti medievali di Nonantola. In particolare il terzo piano del museo, dedicato al periodo medievale, illustra, grazie all’ausilio di pannelli-libro, la fase di edificazione romanica dell’abbazia di San Silvestro, della Pieve di San Michele e della chiesa di San Lorenzo (edifico ecclesiastico oggi scomparso riscoperto in piazza Liberazione grazie agli scavi archeologici effettuati dall’Università Ca’ Foscari di Venezia).

visit nonantola circuito romanico 0009La chiesa abbaziale durante la fase costruttiva romanica. Museo di Nonantola 

visit nonantola circuito romanico 0010I reperti archeologici rinvenuti durante lo scavo della chiesa di San Lorenzo (XI-XII secolo), Museo di Nonantola

visit nonantola circuito romanico 0011Ricostruzione della fase romanica della chiesa di San Lorenzo, Museo di Nonantola

Uscendo dal giardino comunale si ripercorre via Marconi fino a giungere all'incrocio con via Vittorio Veneto, attraversata la strada si imbocca via Abate Gotescalco dove si può osservare sulla sinistra la chiesa di Santa Filomena, risalente al XIV secolo; arrivati in fondo alla strada, sulla destra, si potrà ammirare la PIEVE DI SAN MICHELE ARCANGELO (via della Pieve n° 43), l'altra chiesa romanica nonantolana. La pieve, seppur di origine romanica, si presenta oggi con le forme proprie del barocco a causa di un pesante restauro settecentesco; gli elementi caratteristici del romanico sono ancora visibili nelle absidi (tranne quella settentrionale ricostruita nel 1700), in alcune finestrelle e nei beccatelli che corrono sotto la cornice esterna di sommità dei muri del cleristorio.

visit nonantola circuito romanico 0012La facciata settecentesca della pieve di San Michele

visit nonantola circuito romanico 0013Le absidi della pieve di San Michele: quella centrale e di sinistra hanno le caratteristiche proprie dello stile romanico, quella di destra è frutto di un restauro settecentesco

La Partecipanza agraria e l'area di riequilibrio ecologico Torrazzuolo (bici e auto)

Palazzo della Partecipanza - Area di Riequilibrio Ecologico “Torrazzuolo” - Casa della Guardia - Campo Catalogo.

PALAZZI DELLA PARTECIPANZA AGRARIA sono collocati nel centro storico di Nonantola, in via Roma 23, ed è proprio da qui che inizia l’itinerario. Al secondo piano dell’edificio, nella cosiddetta Sala dei Giuristi, così chiamata perché sede del tribunale nel XIX secolo, è presente una MOSTRA PERMANENTE che narra la storia di questo ente millenario dal medioevo ad oggi (nel sottotetto è presente un’acetaia in cui è possibile degustare il famoso aceto balsamico tradizionale di Modena: la mostra e l’acetaia sono visitabili su appuntamento contattando lo 059 549046 oppure scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

visit nonantola partecipanza area naturale 0001Il Palazzo della Partecipanza Agraria di Nonantola (al secondo piano del palazzo è presente la mostra permanente sulla storia dell’ente e nel sottotetto l’acetaia didattica, entrambe visitabili su appuntamento)

L’acetaia didattica della Partecipanza

Durante il week-end, nel caso non vi fosse stato possibile prenotare la vista guidata e il Palazzo della Partecipanza dovesse essere chiuso, sarà possibile avere una visione d’insieme della storia della Partecipanza Agraria anche al secondo e terzo piano del MUSEO DI NONANTOLA (via del Macello) in cui si ripercorrono le tappe salienti della storia di questa proprietà collettiva dal medioevo al XX secolo.

visit nonantola partecipanza area naturale 0003I pannelli-scorrevoli presenti al secondo piano del Museo di Nonantola in cui si racconta la storia della Partecipanza Agraria di Nonantola negli ultimi secoli

visit nonantola partecipanza area naturale 0004Nei pannelli-libro e scorrevoli al terzo piano del Museo di Nonantola si racconta l’origine medievale della Partecipanza

I terreni della Partecipanza si estendono a nord-est del capoluogo su un territorio di circa 760 ha che dista circa 4 chilometri da Nonantola. Nel cuore di un pregevole paesaggio agrario segnato da una fitta rete di canali, siepi e filari alberati, è presente l’AREA DI RIEQUILIBRIO ECOLOGICO "TORRAZZUOLO", costituita da oltre 130 ettari di boschi e diverse tipologie di aree umide in cui è possibile osservare una grande varietà di animali selvatici e uccelli acquatici.

Gli ambienti sono di libera fruizione previo rispetto delle norme di comportamento finalizzate al rispetto di flora, fauna ed habitat presenti. Le aree umide sono osservabili da osservatori faunistici tra cui, quello situato presso la “barchessa della Pantera”, a sud del lago più grande, è fruibile anche da disabili fisici ed utenti con ridotta mobilità.

Il lago della Valle di Sopra

 

ITINERARIO IN AUTO

L’oasi naturalistica si raggiunge in auto dalla Località Via Larga percorrendo via Mislè in direzione Ravarino oppure dalla tangenziale di Nonantola, direzione Bologna, seguendo i cartelli con l’indicazione Area di Riequilibrio Ecologico "Torrazzuolo". È possibile parcheggiare la macchina alla Casa della Guardia (via due Torrioni 41) oppure nello spiazzo attiguo alla “Maestà di S. Anselmo” da cui si piò accedere al bosco.

                               Via Mislè, sulla destra il bosco della Partecipanza

Seguendo la direttrice Via Mislè-Via Due Torrioni in direzione Ravarino, ai confini dell’area naturalistica è possibile vedere il macero alla cosiddetta Casa del Canale e, nelle pertinenze della Casa della Guardia, una raccolta di oggetti legati alla civiltà contadina (previo appuntamento) e il Campo Catalogo delle piante officinali e delle antiche varietà di frutta. Alla Casa della Guardia sono inoltre stati predisposti ambienti attrezzati con tavoli in cui è possibile sostare per un pic-nic e aree di svago protette da siepi.

Le visite guidate all’Area di Riequilibrio Ecologico "Torrazzuolo" sono possibili su prenotazione contattando la Partecipanza Agraria al numero 059 549046 oppure alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

ITINERARIO IN BICICLETTA

Partenendo dal centro di Nonantola (piazzale Abbazia), si attraversare via Provinciale Est, si percorre via abate Gotescalco, in fondo alla strada svoltando a destra arriva in via della Pieve che percorreremo fino alla fine per poi svoltare e sinistra e immetterci su Stradello Prati.

  • Imboccare Stradello Prati costeggiando il canal Torbido (che ricalca per lunghi tratti il paleoalveo dell’antico fiume Gena, così chiamato perché attraversa la Corte Gena, base del patrimonio fondiario dell’abbazia di Nonantola.)

Il canal Torbido e a sinistra Stradello Prati

  • Località Cantone con ponte sul canale.
  • Strabello Prati; in parte di proprietà della Partecipanza, immette nei terreni dell’Ente fiancheggiando il Canal Torbido. Il nome della strada deriva dalla coltivazione a prati stabili dei terreni attigui. Lo stradello è fiancheggiato da un filare di frassini e aceri e da alcuni appezzamenti a bosco. Lo strabello continua poi in forma di strada bianca fino al ponte di S. Anselmo.

visit nonantola partecipanza area naturale 0008Stradello Prati

  • Ponte di San Anselmo: prende il nome dalla stele dedicata a San Anselmo, fondatore del monastero di Nonantola, eretta a lato del Ponte di via Mislè, antico Cardine romano.

visit nonantola partecipanza area naturale 0008Ponte di S. Anselmo

  • Area di Riequilibro Ecologico “Torrazzuolo”. Comprende i territori della Valle di Sopra e della valle di Sotto. Attraversando lo spiazzo presente accanto alla maestà di S. Anselmo si possono imboccare i percorsi naturalistici che conducono all’interno del bosco e sul lato sud, attraversato il ponte, inizia il percorso che conduce ai capanni di osservazione della Lipu collocati presso i prati umidi.

Uno dei percorsi di visita all'interno del bosco

visit nonantola partecipanza area naturale 0011Lago della Valle di Sopra

  • Via “Due Torrioni”: è il proseguimento della via Mislè, vi si trova la Casa del Guardiano edificata sul sito dove sorgeva anticamente un torrione a guardia del bosco, costruito nel XVI secolo. Nel cortile è predisposta un’are pic-nic e nei presi della casa è possibile visitare il campo catalogo delle erbe officinali e una piccola raccolta di attrezzi della civiltà contadina.

visit nonantola partecipanza area naturale 0012La piccola raccolta di attrezzi della civiltà contadina

visit nonantola partecipanza area naturale 0013Il campo catalogo

  • Strada bianca (carreggiata) che attraversa campi con le tipiche coltivazioni che oggi caratterizzano la partecipanza: principalmente cereali o erba medica.

visit nonantola partecipanza area naturale 0014Una strada bianca della Partecipanza

  • Strada del Bosco: divide a metà la partecipanza e attraversa tutte la zona che un tempo era sede del grande bosco abbattuto alla fine del 1800. A ricordo dell’antico bosco la strada è fiancheggiata da due filari di querce e viene anche chiamata “Via delle querce”.

La via delle Querce

  • Barchessa grande: una tettoia in muratura munita di pozzo. In Partecipanza ne esistono altre due: vennero costruite all’inizio del ‘900 per garantire ai contadini dei punti in cui potersi approvvigionare di acqua, proteggersi dal sole e dalla pioggia.

La “Barchessa Grande” a lato di via delle Querce

  • Strade bianche e carreggiate attraverso i campi dove si incontra la barchessa piccola
  • Ponte dei gatti e via gatti: con filare di querce
  • Ponte sul Canal Torbido e via Prati

In bicicletta lungo la via Romea Nonantolana

La via Romea Nonantolana

Da Nonantola a Villa Sorra sul tracciato della via Romea Nonantolana

itinerario 2 nonantola in bici

1) Il percorso ha inizio a Nonantola davanti all'Abbazia e prosegue per Piazza Caduti Partigiani e Via Roma fino al Viale delle Rimembranze, sul quale si gira sinistra per attraversare il parcheggio posto sul lato destro della strada. All'inizio di Piazza Martiri Tien An Men si imbocca un viale pedonale, contrassegnato da cartello pista ciclabile, che si percorre fino alla fine del parco per seguire poi un vialetto che sbuca su un grande piazzale in prossimità delle Scuole Medie. Si procede a sinistra per circa 1,5 km, costeggiando il Canal Torbido e la strada del Masetto.

2) Via Masetto: a sinistra, esemplare di farnia di notevoli dimensioni a fusto eretto, di altezza di circa 20 metri, circonferenza 290 cm, età 70 anni.

3) Oratorio dedicato a S. Domenico, eretto nel 1600, assieme alla Villa dei fratelli Masetti, proprietari terrieri da cui prende il nome la rispettiva via; sull'altare vi era un'icona con l'immagine della Madonna di S. Domenico e S. Geminiano; attualmente chiuso al culto. Tutta la Via Masetto vino al 1865 era affiancata da una siepe mista con interposti gelsi di cui rimangono solo quattro esemplari.

4) A destra, ponte sul Canal Torbido, che permette l'accesso all'interna casa colonica disabitata, costituita dall'abitazione di piccole dimensioni e dal corpo stalla e fienile di grandi dimensioni; lateralmente caratteristica costruzione ad uso domestico costituita da porcile, pollaio, legnaia e gabinetto. L'accesso al cortile è segnato da due grandi pioppi cipressini. A sud della casa, lungo il corso del Canal Sonata-Bonaghino, è stato rinvenuto un sito archeologico risalente all'epoca romana.

5) Ansa di terreno creatasi con il raddrizzamento della via che anticamente fiancheggiava il canale; è presente una quercia di circa 60 anni.

6) Località Tarozza, nota per ritrovamenti archeologici del periodo etrusco.

7) Antica Osteria di Rubbiara, proprietà e gestione da cinque generazioni della famiglia Pedroni; nel cortile due grossi esemplari di gelso bianco.

8) Via Chiesa di Rubbiara: chiesa, ricreatorio, cimitero (giardino con statue in terracotta chiamato "percorso della salvezza"), ombreggiati da alcuni tigli e querce.

9) Villa Montecchi: viale d'accesso con doppio filare di platani, internamente, giardino parco, pioppo nero, tiglio, ippocastano.

10) Maestà dell'Immacolata Concezione: all'interno della nicchia si trova una formella con immagine della Madonna.

11) Siepe mista di essenze autoctone (marruca, prugnolo, acero campestre, olmo, berretta del prete).

12) Via Imperiale: posta a confine tra il Comune di Nonantola e Castelfranco Emilia; affiancato dal canale nominato "diversivo Cavo Muzza", realizzato nel 1870 per raccogliere le acque a Nord di via Emilia.

13) Allevamento suinicolo cinto da siepe di gelso bianco periodicamente capitozzato.

14) Villa Sorra, in località Gaggio di Castelfranco Emilia: villa settecentesca di notevole valore architettonico, circondata da prezioso parco-giardino; ne sono proprietari i Comuni di Modena, Castelfranco Emilia, Nonantola e S. Cesario; raggiungibile percorrendo una strada bianca privata (via Temide).