La mostra permanente, l’archivio e l’acetaia sono visitabili previo appuntamento contattando il numero 059/549046 oppure la mail partecipanza.nonanto@libero.it
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Nonantola, antico borgo medievale, racchiude quanto di meglio il territorio emiliano possa offrire. Monumenti affascinanti e scorci pittoreschi, ospitalità genuina, tradizione enogastronomica, natura da esplorare, terra ricca di cultura.
Grazie alla sua posizione strategica, Nonantola è anche un punto di partenza perfetto per visitare i luoghi circostanti: Modena con il Duomo e la Ghirlandina patrimonio dell’Unesco, Bologna, Piazza Maggiore e i portici, le colline e l’Appennino con itinerari unici da scoprire.
A Nonantola i segni di un passato nobile si fondono dentro una cultura contadina fatta di saggezza e amore per la terra. Il territorio è disseminato di indelebili tracce lasciate da un passato denso di storia.
I primi insediamenti del territorio nonantolano, conosciuto grazie alla famosa abbazia di S. Silvestro fondata in epoca longobarda, risalgono all’ età del Bronzo (con la terramara di Redù, datata al XVII-inizio del XII secolo a.C.).
L’area nonantolana fu occupata nella Prima e alla Seconda età del Ferro e intensamente colonizzata durante l’epoca romana; il toponimo Nonantola sembra infatti derivare, secondo alcuni studiosi, dal numerale romano nonaginta (novanta) e nel suo territorio sono ancora evidenti le tracce della centuriazione.
Il monaco benedettino Anselmo, cognato del re dei Longobardi Astolfo, fu il fondatore e il primo abate dell’abbazia di Nonantola.
La scelta di fondare un monastero in questo luogo dipese, oltre che da motivazioni religiose, da una pluralità di fattori politico-militari dati dalla posizione strategica di Nonantola.
La chiesa abbaziale, fondata nel 752 e dedicata a San Silvestro nel 756, incontrò il favore dei sovrani longobardi e franchi da cui ricevette donazioni di ampi beni terrieri e numerosi privilegi. Nonantola, durante il Medioevo, divenne la sede di uno dei più importanti e ricchi monasteri europei e scatenò le mire espansionistiche dei vescovi delle vicine città di Modena e Bologna e di alcune potenti famiglie signorili.
Nel 1058 l’abate Gotescalco, per difendere il proprio territorio e nel tentativo di creare un legame tra il popolo e il monastero, concesse in perpetuo agli abitanti di Nonantola diversi privilegi e una vasta estensione di boschi, paludi e prati da poter sfruttare per il pascolo e il legnatico. Per poter beneficiare di tali privilegi (che diventeranno ereditari in linea maschile a fronte dell’obbligo di residenza a Nonantola), il popolo avrebbe dovuto costruire tre quarti delle mura di difesa del borgo: proprio questo atto fu all’origine della Partecipanza Agraria di Nonantola (una proprietà collettiva di terreni ancora oggi esistente).
A partire dal XII secolo iniziò un periodo molto difficile per l’abbazia poiché fu al centro di una serie di lotte tra i comuni di Modena e Bologna che si contendevano il suo territorio; Nonantola venne conquistata, a periodi alterni, sia dai Modenesi che dai Bolognesi che, a presidio del territorio, costruirono rispettivamente la Torre dei Modenesi nel 1261 e la Torre dei Bolognesi nel 1307 (oggi sede del Museo di Nonantola https://www.museodinonantola.it/contenuto/luoghi/museo.ashx)
Nel 1412 Nonantola passò sotto il dominio estense; nel 1414 il Duca d’Este Niccolò III le riconobbe i diritti municipali. Gli Statuti del Comune, esposti al terzo piano del Museo di Nonantola, risalgono al 1419.
L’abbazia in quel periodo versava in uno stato di profonda decadenza; nel XVI secolo i Benedettini vennero sostituiti dai Cistercensi e nel 1769, quando il duca di Modena soppresse tutti i piccoli monasteri, il monastero venne affidato a nove canonici. Tra XVIII e XIX secolo, sull’ondata delle trasformazioni portate dalla Rivoluzione Francese, furono soppressi gli ordini religiosi e l’abbazia fu assegnata al vescovo di Modena che ancor oggi ne è l’abate.
I beni dell’abbazia e del seminario di Nonantola confiscati dall’esercito napoleonico furono acquistati nel 1799 dal conte Leonardo Salimbeni, che inglobò la parte meridionale del monastero nella sua residenza.
Nel 1898 Palazzo Salimbeni fu ceduto al Comune di Nonantola che trasferì in questa sede i suoi uffici.
Nel 1983, durante alcuni lavori di restauro del Palazzo comunale, proprio in quella che era l’ala meridionale del monastero, emersero i frammenti di un ciclo di affreschi databile alla fine dell’XI- inizio XII secolo con scene della vita di San Benedetto e degli Atti degli Apostoli. Gli affreschi decoravano quello che è stato identificato come l’antico refettorio del monastero di Nonantola, oggi conosciuto come Sala degli Affreschi (attualmente non visitabile poiché in attesa di restauri in seguito ai danni subiti dal terremoto).
Una notevole trasformazione del paese avvenne nel 1913 quando Natale Bruni, abate commendatario, incaricò don Ferdinando Manzini, parroco di Nonantola, di restaurare l’abbazia per riportarla alle antiche forme romaniche. Manzini, che fu anche il fautore della demolizione delle mura di Nonantola, aveva previsto di compiere la stessa operazione anche sulla Pieve di San Michele ma non riuscì a terminare la sua opera poiché nel 1926 venne trasferito ad un’altra parrocchia.
Un episodio di grande solidarietà civile da parte della popolazione nonantolana caratterizza gli anni della Seconda Guerra Mondiale: 73 ragazzi ebrei con i loro accompagnatori furono ospitati a Villa Emma ed in seguito all’occupazione tedesca dell’Italia furono nascosti nel seminario abbaziale e presso alcune famiglie del luogo per poi essere aiutati a sfuggire alle persecuzioni naziste e a trovare la salvezza in Svizzera.
Due nonantolani che hanno contribuito in modo fondamentale al salvataggio dei ragazzi di Villa Emma, il medico condotto Giuseppe Moreali e don Arrigo Beccari, sono stati proclamati “Giusti fra le Nazioni” dallo Stato di Israele grazie all’opera svolta a favore degli ebrei perseguitati. La mostra che racconta questo episodio “I ragazzi ebrei di Villa Emma a Nonantola: 1942-43” è sposta al piano terra del Museo di Nonantola.
Questo sito è promosso dalla Fondazione “Ora et Labora”, nata nel 2004 per volontà dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, del Comune di Nonantola, della Partecipanza Agraria e della Parrocchia di Nonantola, con il preciso intento comune di valorizzare e comunicare in modo efficace il patrimonio storico-monumentale-artistico-archivistico di un piccolo centro dell’Emilia Romagna, nella provincia di Modena, ma grande ed affascinante per le testimonianze che il Medioevo ha qui impresso, ancora tutt’oggi tangibili e ben presenti.
In queste pagine troverete informazioni turistiche su Nonantola ed i suoi dintorni, insieme a suggerimenti di itinerari, proposte turistiche e informazioni su eventi ed attività e laboratori.
Per informazioni potete contattare l’Ufficio Archivi, Musei e Turismo del Comune di Nonantola: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. tel 059-896656
FONDAZIONE ORA ET LABORA
Piazza Caduti Partigiani
41015 Nonantola (MO)
CF 94110540369
In Auto
Nonantola si trova sulla Strada Statale 255, a 12 km da Modena, a 35 da Bologna e a 60 da Ferrara.
In auto, l’uscita autostradale più vicina è Modena Nord; da qui si percorre la tangenziale in direzione Bologna uscendo all’uscita n°6 verso Nonantola.
Da Modena (12 km)
Percorrere la SP 255 fino a Nonantola
Da Bologna (35 km)
Da Borgo Panigale percorrere la SP 568 fino a San Giovanni in Persiceto, continuare sulla SP 255 fino a Nonantola.
Da Verona
Percorrere l’autostrada del Brennero A22 direzione Modena, uscire a Campogalliano, percorrere la tangenziale in direzione Bologna, uscire in direzione Nonantola-Ferrara, prendere la SP 255 fino a Nonantola.
Da Firenze
Percorrere l’autostrada del Sole A1 direzione Bologna, uscire a Modena Sud, prendere la SP 623, immettersi sulla tangenziale di Modena in direzione Ferrara, uscire in direzione Nonantola-Ferrara, prendere la SP 255 fino a Nonantola.
Da Ancona
Percorrere l’autostrada Adriatica A14 direzione Bologna, in prossimità di Bologna continuare sull’autostrada del Sole A1, uscire a Modena Sud, prendere la SP 623, immettersi sulla tangenziale di Modena in direzione Ferrara, uscire in direzione Nonantola-Ferrara, prendere la SP 255 fino a Nonantola.
In Treno
Il Comune di Nonantola non dispone di una propria stazione ferroviaria; la stazione di riferimento è quella di Modena (distante 12 km circa)
Da Modena proseguire con autobus di linea extraurbana ACFT per Ferrara (transita a Nonantola).
In Autobus
Autolinee ACFT: Linea Ferrara-Modena
Per verificare le linee e gli orari visitare il sito web:
http://www.atc.bo.it/sites/atc.bo.it/files/Extraurbano%20invernale%20Ferrara%202012_2013%20aggiornato%20al%2009-12-12.pdf
In aereo
Aeroporto di Bologna (a 35 km circa)
La Linea AerBus dell’Azienda SETA collega Modena (Autostazione) con l’Aeroporto di Bologna tutti i giorni ogni due ore. Il servizio è attivo dalle 5:15 alle 21:30 (per l’andata) e dalle 6:15 alle 22:30 (per il ritorno). Da Modena (Autostazione) proseguire con l’autobus ACFT per Ferrara (transita a Nonantola).
La Linea AeroBus dell’Azienda ATC collega l’Aeroporto di Bologna con la stazione Centrale FS di Bologna (collegamenti ogni 15 minuti). Orario consultabile sul sito ATC in “linee speciali”.
Aeroporto di Verona a 102 km circa.
Aeroporto di Forlì a 106 km circa.
Aeroporto di Firenze a 125 km circa.
PARCHEGGI:
Parcheggi bus turistici: Piazzale Alessandrini
La mostra permanente, l’archivio e l’acetaia sono visitabili previo appuntamento contattando il numero 059/549046 oppure la mail partecipanza.nonanto@libero.it